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Un autunno che sa di primavera

Svegliarsi a casa di mamma e papà, nel letto di infanzia e adolescenza, con le spalle che fanno male.

Il corso di canoa è stato duro. Una grande fatica e una grande soddisfazione. Questa due giorni tra le montagne abruzzesi da un punto di vista mi ha rimessa al mondo, dall’alto mi ha messo davanti agli occhi tutte quelle che sono le mie difficoltà, i miei difetti, i miei limiti. Forse un po’ anche i miei pregi, ma non sono solita parlarne.

L’attività fisica, soprattutto se un po’ dura, permette di far venire fuori molti aspetti di sé. Per quello che mi riguarda amo la competizione, ma non con gli altri. Con me stessa. Mi piace provare a superare i limiti. Non amo tirarmi indietro, non sono una che molla e non sarò mai una che ha paura. Odio le mie debolezze, per questo odio le dipendenze. Sono permalosa e credo fino in fondo nella fiducia e nella forza dei legami. Non sono una persona egoista e individualista. Non ho mai pensato che fosse utile tenere per sé conoscenze e capacità. Sono convinta che insieme è più bello. Quando un risultato si raggiunge insieme vale 1000 volte di più che se raggiunto da soli. La sintonia di un gruppo o di una coppia, il feeling percepibile a distanza, l’energia che passa tra due persone, nei movimenti coordinati, negli sguardi, è il risultato più bello che si possa raggiungere.

Poteva essere bello aver completato il percorso di orienteering, ma senza il gruppo non avrei raccolto tutte le lanterne.
Poteva essere bello raggiungere l’area faunistica di corsa e vedere i lupi. Ma tornare indietro accompagnando la mia collega è stato più bello.
Poteva essere bello imparare i movimenti base della canoa canadese. Ma provare ad affrontare una piccola rapida (uno scherzo) e pagaiare per un’altra ora con le braccia a pezzi non lo avrei fatto senza il mio compagno.

Adesso sono ancora nel letto. Questa notte ho dormito come un sasso e non ho neppure sentito il temporale, nonostante la finestra aperta. Sono rimasta ad ascoltare l’odore dell’aria che si scaldava con il giallo sole di settembre. Mi sembrava di sentire l’odore di primavera, ma siamo in autunno. La temperatura al contrario si muove verso il basso. E allora ho capito che non era odore di primavera. Era solo odore di cambiamento.

 

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2 Comments

  • Reply
    Annalaura
    3 settembre 2017 at 22:17

    Tesorina…che meraviglia leggere di te..te imperscrutabile ma così limpida, così dura ma solo per nascondere un cuore che potrebbe soffrire troppo, te donna forte e coraggiosa!
    Un cambiamento dal sapore soave!

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